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julien friedler - Page 11

  • Luc Ferry

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    Luc Ferry est un philosophe français, ancien ministre de l'Education nationale.

    Après des études à l'université, il devient en 1975 professeur agrégé de philosophie. En parallèle de l'enseignement au sein de différents établissements, il obtient un doctorat d'Etat en 1980 puis une agrégation en sciences politiques en 1982. Il publie aussi à cette époque plusieurs ouvrages qui lui offrent notoriété et distinctions, comme "La philosophie politique", "La pensée 68" en 1985 ou encore "Le nouvel ordre écologique - l'arbre, l'animal et l'homme" en 1992, pour lequel il est récompensé du prix Jean-Jacques Rousseau.

    Après avoir occupé la présidence du Conseil national des programmes au ministère de l'Education nationale de 1994 à 2002, Luc Ferry est nommé ministre de la Jeunesse, de l'Education nationale et de la Recherche au sein du gouvernement Raffarin. Durant son mandat qu'il occupe jusqu'en 2004, il oeuvre sur différents projets comme la lutte contre l'illettrisme, et il est à l'origine de la loi sur la laïcité à l'école et l'interdiction de signes religieux ostensibles à l'école, adoptée par l'Assemblée nationale.

    A la fin de son mandat, Luc Ferry devient président délégué du Conseil d'analyse de la société en 2004. Il intègre ensuite, en 2007, le Comité de réflexion sur la modernisation et le rééquilibrage des institutions, puis le Conseil consultatif national d'éthique en 2009.

    En 2011, Luc Ferry prend sa retraite de l'enseignement, mais continue d'écrire. Il a déjà publié près d'une quarantaine d'ouvrages dont, parmi les plus récents : "Traité de philosophie à l’usage des jeunes générations" (2006 - Prix Aujourd’hui ), "La sagesse des mythes Apprendre à vivre II" (2008), "La Révolution de l’amour - Pour une spiritualité laïque" (2010), "L’invention de la vie de Bohème, 1830 – 1900" (2012), "le Cardinal et le philosophe" avec Gianfranco Ravasi (2013), "La plus histoire de la philosophie" (2014), "L’innovation destructrice" (2014) ou encore "La révolution transhumaniste" (2016). Ses livres sont traduits dans plus de 30 pays.

    Luc Ferry est aussi chroniqueur au Figaro et à  Radio Classique et conférencier.

     

    Rendez-vous à Knokke pour le rencontrer et écouter son débat avec Julien Friedler !

  • Rencontre avec Julien Friedler

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  • Première révélation...

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    L'artiste invité à l'ouverture de Knokke c'est Francesco Sena !

    Nous sommes heureux de vous inviter à découvrir ses oeuvres et à le rencontrer....

    Voici une courte biographie (in english) :

    Francesco Sena, Avellino (italy) 1966

    Francesco Sena, sculptor and painter, lives and  works in Turin. He is one of the most interesting Italian artists of the new generation; his painting material and his sculpture investigates the concept  of limitation, space and humanity by staging dreamscapes or mutations of the human capable of making sense of contemporary anthropological and existential anxieties. His poetry involves the human space, the anthropic landscape and the limits of human staging forms of dilated contours, through figuration capable of restoring disorientation and anxiety.

    The material preferred of the artist is wax, which becomes an integral element of his painting activity, juxtaposed to a figurative element at times surreal that in this way assumes the tones of the distance and of the oneiric, or material for sculptures capable of conveying the ephemerality of forms and their transformation.

    Solo exhibitions

    • 2012  : Obscures existences, Galerie Italienne, Parigi ( curated by Alessandro Demma)
    • 2011 : AL BUIO, Davide Paludetto Gallery, Torino; VIA NERA, Franz Paludetto Gallery, Rome
    • 2010 : TEMPO DI CENERE, Paola Verrengia Gallery, Salerno  (curated by Alessandro Demma); DI MILLE RIVOLI, MAM Mario Mauroner Contemporary Art,Vienna
    • 2007 : POCHI DI ME, MAM Mario Mauroner Contemporary Art, Vienna Ottobre, MAM Mario Mauroner Contemporary Art, Salisburgo
    • 2006 : ATTRAVERSAMI IN 13 SECONDI, Galleria GAS, Torino (curated by Gabriella Serusi)
    • 2004 : LE MANI IN FACCIA, Andrea Ciani Gallery, Genova
    • 2003  : COME SPARIRE COMPLETAMENTE, Bagnai Gallery, Firenze (curated by Lorand Heigy), Cat.
    • 2002 : F.SENA, A. Sonzogni, Amste Gallery, Lissone (Mi)
    • 2001 : PUNCHING BALL, Modern Art Gallery, Torino (curated by Elena Volpato) SORVEGLIATO SPECIALE, Piero Carini Gallery, Rimini (curated by di Alessandra Galletta)
    • 2000 : TOLT, Carbone Gallery, Torino
    • 1999 : START, Carbone Gallery, Torino (curated by Francesca Comisso), Cat.

     

     

  • Boz Legend

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    Julien Friedler (Bruxelles,1950) è una figura singolare nel panorama dell’arte contemporanea. Il passato letterario, la formazione come psicanalista, l’amore per la filosofia e la scrittura di diverse opere erudite, nonché il suo gusto per i viaggi e per l'incontro con realtà diverse e spesso lontane hanno edificato la base di un pensiero labirintico che vede nelle arti visive un’emblematica ipotesi realizzativa. Dipinti, sculture, installazioni sono i portavoce di un immaginario ricolmo, e costituiscono i segni visibili di una verità mitica che l'artista sviluppa attraverso tematiche dal taglio molto personale. 

    L’esposizione al Castello di Rivara esplora la complessità dell’immaginario dell’autore: oltre 50 opere per viaggiare nella mondo pittorico e installativo dell’artista dal 2010 al 2017. Dipinti, tra quali Le Phoenix, Le Maître des couleurs (ultime opere di grande formato), sculture, installazioni, personaggi fantasmagorici dal carattere onirico e primitivo, creano un caleidoscopio espressivo. Non mancano i suoi personaggi ironici, i cosiddetti Schnarks, che accompagnano una ricca produzione pittorica. Nella sua arte, Friedler procede secondo modalità quasi ipnotiche, senza vincolo di soggetti, di materiali messi in opera, definendo così un ritmo, un modo d’espressione informale. La sua energia in espansione deriva dalla capacità di dissociazione e introspezione che applica a se stesso prima di interessarsi agli altri, scoprendo nell'altro le motivazioni più intime. Un viaggio per esplorare l'animo umano nella sua complessità atavica e universale. 

    L’artista belga si fa portatore di una visione umanista, delineata tramite le opere ma anche con un'attività di condivisione che porta avanti attraverso Spirit of Boz, associazione nata per instaurare - praticando l'espressione orale, letteraria, pittorica e creativa in generale - scambi e legami, costituendo così una comunità di pensieri e testimonianze su realtà individuali e collettive, provenienti da svariati luoghi del mondo. Tale realtà esprime l’urgenza di riconciliare azione e contemplazione, nell'intento di promuovere un pensiero umanista e catartico, illustrato da alcuni video che ripercorrono le esperienze di arte sociale, condotte da Friedler con il programma Spirit of Boz. Il suo universo, in evoluzione permanente, comporta sfaccettature contrapposte, le une d'ispirazione collettiva, le altre di meditazione individuale. È a quest’ultimo aspetto che appartengono tanto la produzione pittorica quanto le installazioni intitolate Schnarks.

    Il lavoro si cristallizza anche in una dimensione più concettuale, vicina ai codici del movimento Fluxus, questa parte rappresenta un tentativo di fusione tra diverse forme espressive. L'arte come supporto di scambio e comunicazione. Non vi è più oggetto privilegiato, sacralizzato dalla denominazione "arte", ma una base comune di scambio che si traduce in proposte, gesti e azioni dal tono collettivo e dai risultati aperti. Seguendo la natura filosofica di quest’approccio, Friedler ha concepito l’installazione La Forêt des Âmes (La Foresta delle anime),  che viene presentata in mostra, un lavoro ambizioso e partecipativo promosso dall'associazione Spirit of Boz.

    La sua carica emotiva e sensibile, la capacità introspettiva, arricchita da una conoscenza dei meccanismi segreti degli esseri umani, sviluppata nel progetto di Boz ma nutrita anni addietro attraverso la psicanalisi, alimenta l’immaginario pittorico di un artista inclassificabile e sfuggente. Le sue opere sono abitate da spiriti invisibili, da ombre furtive che vagano in universi eterei. Legati a una solida ispirazione informale, i quadri di Friedler, inquietanti ma anche colorati e aerei, definiscono una pittura di armonie sottili, che riflette il suo interesse per le conoscenze subliminali del mondo. 

    Mostra a cura di Dominique Stella e promossa dall’Associazione Spirit of Boz.